Le Dinastie della Cina

Storia delle Dinastie
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1644 - 1911: Dinastia Qing

Immagine sopra - Coppa a stelo
Dinastia Qing (1644-1911)

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Fondata dal clan Manciù nell’attuale Manciuria, la dinastia Qing (Ch’ing) iniziò il suo regno in Cina quando forze militari dei Manciù conquistarono la capitale dei Ming, Beijing nel 1644, fino alla Rivoluzione Xinhai (1911) e l’abdicazione del suo ultimo imperatore (1912).

Dinastia Qing 1644-1911
 
 
Dinastia Qing 1644-1911

Fu l’ultima dinastia della Cina, con l’imperatore Shunzhi (terzo della dinastia Qing) primo Qing a governare in Cina (1644-1661). La dinastia Qing raggiunse una notevole espansione territoriale, con risultati importanti anche nell’arte e letteratura. Gli ultimi decenni del XIX secolo furono afflitti da sconfitte militari con l’Europa e il Giappone, da conflitti interni e da forti crisi economiche.

I governatori Manciù istituirono l’usanza del “codino” e della rasatura dei capelli sulla fronte, per simboleggiare la fedeltà alla dinastia. L’imperatore Kangxi, che a soli otto anni eredita il trono nel 1661, regnò per 60 anni diventando uno dei più notevoli imperatori Qing, un periodo d’oro della dinastia. Famosa fu la sua abilità militare e il suo amore per la letteratura, filosofia, e scienze, e il suo interesse per la cultura occidentale.

La produzione artigianale delle porcellane raggiunse il culmine del suo sviluppo durante la dinastia Qing, con più di 100.000 artigiani nel settore. Le porcellane di quest’epoca comprendono i “bianchi e blu”, gli wucai, le “blu cielo”, i susancai, le “famille rose” etc… In questo periodo, il possedere porcellane cinesi è motivo di grande orgoglio anche tra il popolo. 

Dall’inizio del XIX secolo, la dinastia Qing iniziò a chiudere i mercati con l’Europa, o a limitare l’esportazione della seta, il tè e l’oppio, creando difficoltà economiche per l’artigianato e agricoltura. Con un’economia in panne, la dinastia continuò a indebolirsi, e le rivolte della popolazione furono espressioni del malcontento contro la dinastia (rivolta dei Taiping 1850-1864). Inoltre i Qing uscirono sconfitti durante le Guerre dell’Oppio contro la Gran Bretagna (1839-1842) e contro Francia-Gran Bretagna (1858-1860), e la Prima Guerra Sino-Giapponese (1894-1895).

Anche la “rivolta dei Boxer” del 1899-1901 fu una manifestazione anti-dinastica contro gli europei e i convertiti al cristianesimo.

Alla fine, nel 1911, Sun Yat-sen guidò la Rivolta di Wuchang (Rivoluzione Xinhai) che rovesciò la dinastia Qing, ponendo fine a migliaia di anni di dominio imperiale.