Serenissima porta d’Oriente: dal Friuli alla Cina sulle orme di Basilio Brollo da Gemona

Cinque opere del Museo d'Arte Cinese protagoniste della mostra ‘Serenissima porta d’Oriente’ dal 29 maggio al 24 ottobre 2021, all'Edificio ex carceri del Castello di Gemona del Friuli
La mostra “Serenissima porta d’Oriente – Dal Friuli alla Cina sulle orme di Basilio Brollo da Gemona”, allestita al castello di Gemona (UD), vuole essere un percorso immersivo, un viaggio di bellezza, eleganza e raffinatezza attraverso il tempo – dal 1420 al 1700 – e lo spazio – dal Friuli alla Cina.
Dall’abbigliamento all’arte ceramica, dalla pittura alla scultura: straordinari capolavori inediti mettono in scena l’incontro tra due culture e stimolano la riscoperta della figura di Basilio Brollo, missionario francescano che nel 1680 partì per la Cina dal Porto di Venezia e cambiò per sempre le relazioni tra i due mondi.
Il profilo di padre Brollo è stato tracciato da Giuseppe Marini, uno dei tre curatori scientifici assieme a Giuseppe Trebbi e Miriam Davide, che ha ripercorso le tappe della riscoperta dell'opera di Brollo. Fu una diatriba tra sinologi francesi a restituire al frate gemonese la dignità e l'autorevolezza scientifica del suo dizionario. Quello di Brollo fu l'unico dizionario sino-latino tra gli undici codici cinesi inseriti nella raccolta di 500 codici requisiti alla biblioteca apostolica da Napoleone, così come prevedevano le condizioni sulla cessione dei beni culturali contenute negli armistizi firmati dall'imperatore francese.
Fin dal suo insediamento in terra cinese, Brollo prese coscienza delle difficoltà dell’incontro con l’alterità culturale e religiosa e di quale dovesse essere la direzione della sua predicazione.
Fu così che nacque il primo dizionario sinico-latino della storia, dall’intuizione geniale che la conversione vera e duratura può nascere solo dalla consapevolezza e che la consapevolezza può nascere solo dal dialogo.
Un dialogo immaginario, ma denso di contenuti, può essere stabilito tra la figura friulana di Padre Brollo e quella parmigiana di San Guido Maria Conforti, fondatore dei Missionari Saveriani. Entrambi i religiosi sono i precursori dell’apertura e scambio con la Cina e grandi fautori di un’immersione culturale amichevole ed la tempo stesso di grande rispetto verso l’Altro oltre che di alta ispirazione intellettuale.
Le opere scelte dal Museo d'Arte Cinese per l’allestimento della mostra gemonese, e che meglio rispecchiano questo gemellaggio culturale, sono due sculture bronzee e tre dipinti, uno a calco, uno tradizionale con uccelli e un dipinto di monaco, a sottolineare i tipici tratti delicati e simbolici dell’arte cinese.
“Questi prestiti demarcano la grande vivacità intellettuale che grandi religiosi nella storia hanno saputo conferire all’incontro storico con la cultura cinese”, afferma Padre Alfredo Turco, missionario saveriano e direttore del Museo Cinese..
“I prestiti di opere verso grandi istituzioni e mostre prestigiose restano una delle nostre maggiori attività tese alla divulgazione dell’arte cinese ed all’amore per la bellezza”, sostiene Chiara Allegri, vice direttrice del Museo.




