Collezioni Etnografiche

Ethnographic Collections ● Collections ethnographiques

Collezione Cina Etnografica

La raccolta etnografica, più antica e caldeggiata fin dall'inizio del Museo, documenta vita e costumi del popolo cinese ed offre una vivida immagine di questa grande civiltà, come si presentava agli inizi del XX secolo. Eccone alcuni esemplari.


I 18 Luohan attraversano il mare
I 18 Luohan attraversano il mare
Vaso con decorazioni applicate
Vaso con decorazioni applicate
Dipinto Studiolo
Dipinto Studiolo
Corteo Nuziale
Corteo Nuziale
Mantellina da sposa
Mantellina da sposa
Arredo Domestico
Arredo Domestico
Calzature femminili
Calzature femminili
Ornamento Nuziale
Ornamento Nuziale
Spilloni per capelli
Spilloni per capelli
Strumento a fiato (suona)
Strumento a fiato (suona)
Tavolette degli Antenati
Tavolette degli Antenati
Contenitore per sigillo e inchiostro
Contenitore per sigillo e inchiostro
Pennello
Pennello
Porta Pennelli
Porta Pennelli
Vaso smalti Cloisonné
Vaso smalti Cloisonné
Matrice Xilografica
Matrice Xilografica
  • I 18 Luohan attraversano il mare
  • Vaso con decorazioni applicate
  • Dipinto Studiolo
  • Corteo Nuziale
  • Mantellina da sposa
  • Arredo Domestico
  • Calzature femminili
  • Ornamento Nuziale
  • Spilloni per capelli
  • Strumento a fiato (suona)
  • Tavolette degli Antenati
  • Contenitore per sigillo e inchiostro
  • Pennello
  • Porta Pennelli
  • Vaso smalti Cloisonné
  • Matrice Xilografica
  • I 18 Luohan attraversano il mare

    I Luohan erano inizialmente ritenuti i discepoli illuminati del Buddha storico, ai quali era stato affidato il compito di preservare la Legge buddhista dopo la scomparsa del Maestro e fino alla venuta del futuro Buddha Maitreya.
    In Cina questi personaggi sono assai popolari, anche in virtù delle assonanze con le figure degli immortali taoisti della tradizione cinese e sono solitamente venerati in un gruppo di 16, 18 o 500 luohan.
    Il tema qui raffigurato è quello dei 18 luohan che attraversano il mare a bordo di una barca dalla foggia fantasiosa che riecheggia l’altrettanto celebre tema degli 8 immortali taoisti che attraversano il mare diretti al banchetto della Regina Madre d’Occidente (Xiwangmu).
    Simboli buddhisti e taoisti si combinano in maniera eclettica, tipica della tradizione popolare cinese. I luohan sono raffigurati come monaci buddhisti, con la testa rasata e la veste monastica. Un luohan è a dorso di mulo, come Zhang Guolao, uno degli 8 immortali del taoismo. 
    Il gruppo è circondato da numerosi simboli taoisti, alcuni legati alla longevità, come la gru e il pino. La forma della barca ricorda il drago, caratteristica cavalcatura degli immortali taoisti. 
    Nel Museo dal 1997. Proviene da Pechino.


    N° cnd0036 - Dinastia Qing Sec. XX
    Legno, Avorio - MISURE H. cm. 38. L. cm. 77.
  • Vaso con decorazioni applicate

    Vaso di forma cilindrica, con bocca alquanto svasata, per arredo domestico. Decorazione a fiori sull'orlo interno. Il corpo del vaso ha fondo color verde brillante e applicazioni di oggetti-simbolo beneauguranti: quattro colonne di 3 vasi ciascuna, con fiori e simboli vari, intercalati da altri oggetti, ispirati ai simboli cari al buddismo, al taoismo, ai letterati ed a tutta la ricca simbologia cinese. 
    Nel Museo dal 2007. Proviene da Pechino


    N° cnd0435 - Periodo repubblicano (1912-1949)
    Porcellana con smalti - MISURE H. cm. 45. ø cm. 21.
  • Dipinto Studiolo

    Dipinto su rotolo verticale, col titolo "Orchidea - Rocce e bambù", dipinte da due persone diverse (Yu Ji Zhong - Chen Ru Ya), che comprende due distinti quadretti.
    In quello più alto è dipinto un rametto di orchidea ed una iscrizione poetica. Il quadretto inferiore raffigura rocce, sviluppate in altezza, tra le quali crescono piante di bambù. Anche qui c'è una iscrizione. Dipinto nell'anno 1910. 
    Nel Museo nel 1901-1947. 


    N° cnd0286 - Dinastia Qing Sec. XX
    Inchiostro su carta - MISURE H. cm. 145. L. cm. 44.
  • Corteo Nuziale

    Tra i prodotti da esportazione per il mercato occidentale, la "pittura cinese di esportazione", questo dipinto illustra un gruppo di musicisti di un corteo nuziale.
    Fa parte di 12 quadri con cornice in legno dipinto di rosso, da disporre in serie perché illustrano scene di festeggiamenti per particolari occasioni. In questo caso si tratta di una serie di scene che illustrano un matrimonio. La scena è dipinta ad acquerello, con colori vivaci. 
    Nel Museo dal 1901. 


    N° cnd0723 - Dinastia Qing (1644-1911)
    Guazzo su carta - MISURE H. cm. 21. L. cm. 33.
  • Mantellina da sposa

    Coprispalle da indossare sul vestito, attorno al collo, costituito da un fascia girocollo di colore viola e decorazioni ricamate in filo oro tecnica cinese, da sagome romboidi di forma irregolare; da una terza fascia costituita da sagome polilobate ricamate a fiori (carattere della doppia felicità coniugale) affiancate da farfalle ad ali spiegate. Infine dalla fascia più esterna, costituita da otto grandi corolle di fiori (loto?). Ricamo elegante con imbottitura e lunghi, colorati, nastri penduli, con nappa finale. 
    Nel Museo nel 1901-1947. 


    N° cnd0848 - Dinastia Qing Sec. XIX
    Filo dorato, seta - MISURE ø cm. 74.
  • Arredo Domestico

    Scultura in avorio di due dame elegantemente vestite e con ventaglio. Accanto ad esse un tavolino a tre piedi, da cui fuoriesce un lungo e sottile ramo, che termina a testa di drago. Su un ramo è appesa una gabbietta con due papagallini. 
    Sul tavolino è poggiato anche una pianta di bonsai in vaso. Alcune parti sono dipinte con inchiostro.
    L'avorio è una delle materie predilette dai cinesi per esprimere il loro profondo, mistico senso artistico. Già nell'antichità, filosofi e letterati cinesi accennavano all'avorio come ad un materiale preziosissimo. 
    Nel Museo dal 1998. 


    N° cnd0503 - Dinastia Qing Sec. XX
    Avorio, Legno - MISURE H. cm. 33. L. cm. 23.
  • Calzature femminili

    Scarpe con tacco a “zoccolo di cavallo” (mati). Le scarpe in raso di seta viola sono completamente ricamate con seta policroma. Il ricamo su ogni lato raffigura alcune simpatiche scenette. In sequenza abbiamo: un cervo e una scimmia, un pescatore intento a prendere un pesce con la lenza, un grosso fiore di loto e un animale (forse una civetta) ma dal colore rosa e rosso.
    La scarpetta è fornita di rialzo ligneo, foderato con tela incollata, terminante a tacco posto però al centro della suola.
    Le scarpine dalle suole sopraelevate rappresentano una tradizione di abbigliamento diversa da quella cinese. Infatti, tra le donne mancesi non esisteva la pratica della fasciatura dei piedi (guojiao), mentre venivano usate queste particolari calzature femminili caratterizzate da una scarpa scollata montata su un alto zoccolo in legno, erano anche chiamate "qixie", "scarpe delle bandiere", dal nome delle divisioni politiche-amministrative del territorio mancese dei Qing. Erano usate dalle donne della nobiltà mancese per accrescere la loro statura, già alta rispetto alla media delle locali.
    Nel Museo nel 1901-1947. Restauro: Abbazia benedettina "Mater Ecclesiae", Orta.


    N° cnd1162 - Periodo repubblicano (1912-1949)
    Seta, cotone, legno - MISURE H. cm. 13. L. cm. 23.
  • Ornamento Nuziale

    Collare in tubolare a sezione rettangolare, color ottone lucido, diviso in due semicerchi incernierati sui lati, la cui faccia superiore rappresenta due draghi (simbolo di fertilità maschile).
    Al termine del rito matrimoniale viene effettuata la danza del drago. Nella parte anteriore del collare, i draghi azzannano una stessa sfera; lungo il corpo del drago si alternano personaggi in piedi su nuvole e aperture a forma di cuore (sede dei sentimenti).
    Nel Museo dal 1901. Proviene da Tay-quo (Kang-xi Sett.)


    N° cnd1108 - Dinastia Qing (1901)
    Lega d’argento - MISURE H. cm. 46. ø cm. 26.
  • Spilloni per capelli

    Gli eleganti spilloni per capelli dai decori preziosi abbellivano le sofisticate acconciature, diffuse sin dai tempi antichi, delle donne cinesi. Le signore dell’aristocrazia erano solite sostituire gli spilloni al volgere delle stagioni: quelli di giada si usavano in primavera ed estate, mentre i fermagli d’oro erano adatti alla stagione autunnale e invernale. Sono di argento, ottone, perle, corallo, corniola, turchese, piume di martin pescatore, smalti.
    Esistevano molti tipi di gioielli come i 'pien-fang', spilloni per capelli, considerati il gioiello base essenziale per montare l'acconciatura tradizionale (Lin-pia tou). Il Pien-fang non era considerato un semplice ornamento, ma serviva per non far crollare le acconciature.
    Nel Museo prima del 1913.


    N° cnd0272 - Dinastia Qing Sec. XIX
    Argento, perle, ottone, corallo - MISURE H. cm. 14-16.
  • Strumento a fiato (suona)

    Strumento musicale ad ancia libera, simile all'oboe europeo. E' costituito da un bocchino di ottone formato da un disco piatto su cui sono sovrapposte due sfere una sopra l'altra e un tubicino che si inserisce in bocca per suonare.
    Oggi viene usato in Cina nel teatro, opera, feste e cerimonie, specie funerali e matrimoni, in combinazione con lo sheng, gong, tamburi ed altri strumenti, provocando un suono forte e molto acuto. In teatro dà anche l'annuncio dell'inizio dei vari atti. Il suo primo uso in Cina era inteso ad animare i soldati in battaglia.
    Il "suona" moderno è stato sviluppato nei XV-XVI secolo, durante la dinastia Ming, introdotto in Cina dall'Asia Centrale.
    Nel Museo nel 1901-1947. 


    N° cnd0881 - Periodo repubblicano (1912-1949)
    Ottone, Legno - MISURE L. cm. 43. ø cm. 13.5
  • Tavolette degli Antenati

    Le tavolette commemorative degli antenati (zuzong paiwei) sono considerate la sede dello spirito del defunto dopo lo svolgimento del funerale. Solitamente sono poste sugli altari di famiglia all’interno delle case e sono le destinatarie dei riti e delle offerte per il defunto.
    Se sono presenti anche le tavolette di altri membri della famiglia, queste sono gerarchicamente disposte sull’altare. Maggiore è il numero delle tavolette esibite, più grande è il prestigio della famiglia.
    Le dimensioni e la forma delle tavolette variano da un luogo all’altro, come pure le cerimonie rituali della loro consacrazione e sistemazione sugli altari di famiglia. Le famiglie più abbienti possono destinare un intero ambiente della casa a sala ancestrale o addirittura avere un proprio tempio di famiglia.
    Le tavolette sono in genere di legno e costituite di tre parti: un piedistallo, una parte posteriore più lunga e una parte anteriore che, inserendosi nella precedente, sortisce l’effetto di un pezzo unico.
    L’iscrizione esterna può riportare la data della cerimonia del trasferimento dello spirito dell’antenato nella tavoletta, il nome del defunto, il suo eventuale titolo e i nomi dei figli che hanno predisposto la tavoletta.
    L’iscrizione della parte posteriore registra invece il giorno della nascita e della morte e il luogo di sepoltura. 
    Nel Museo nel 1901-1947. 


    N° cnd0956 - Dinastia Qing 1855
    Legno, inchiostro - MISURE H. cm. 24. L. cm. 6.
  • Contenitore per sigillo e inchiostro

    Timbro (Yin shang) personale di forma quadrata, in plastica color ocra. E' contenuto in una custodia rettangolare, di legno laccato, con due alloggiamenti: per il timbro e per il tamponcino di inchiostro rosso.
    Insieme alla seta e alla porcellana, le lacche costituiscono uno dei maggiori apporti della Cina all'arte universale. Da venticinque secoli le lacche, in Cina, sono state considerate oggetti artistici e di lusso. 
    Morbidi, gradevoli, vellutati, con una lucentezza al tempo stesso calda e brillante, sorprendentemente leggeri, e tuttavia estremamente resistenti, gli oggetti di lacca hanno un fascino irresistibile, con proprietà incomparabili: sono resistenti all'acqua, anche se bollente, all'umidità, agli acidi e al calore.
    Nel Museo nel 1901-1947. 


    N° cnd0862 - Periodo repubblicano (1912-1949)
    Legno, pietra, inchiostro rosso - MISURE L. cm. 5.6. W. cm. 1.6.
  • Pennello

    I pennelli cinesi sono fatti in modo tale da consentire la massima sottigliezza del tratto e, al tempo stesso, l’inspessimento della linea. I peli provengono da animali diversi e sono assemblati a varie lunghezze in modo da formare una parte interna, intermedia ed esterna. 
    Pennello, inchiostro, pietra da inchiostro e carta costituiscono i “quattro tesori” indispensabili per l’esercizio della calligrafia e della pittura, le principali arti alle quali il letterato cinese si dedica e figuravano sempre sul tavolo dello studiolo.
    Il manico del pennello, solitamente in bambù, può essere anche di giada, lacca o ceramica.
    Nel Museo dal 1947. 


    N° cnd1311 - Periodo repubblicano (1912-1949)
    Bambù - MISURE L. cm. 18.6.
  • Porta Pennelli

    Porta Pennelli: contenitore ligneo, intaglio di bambù, per lo studio del letterato, cilindrico, scolpito all'esterno in bassorilievo con varie scene. Si tratta del tradizionale mondo ideale del buon taoista che amerebbe trascorre nell'otium di una vita immersa nella natura fatte di alberi, monti, ruscelli, i momenti piacevoli dello studio, della conversazione con i propri pari, dello svago... 
    Questi oggetti, riposti sulla scrivania dello studioso, lo avrebbero aiutato nella contemplazione.
    Nel Museo nel 1901-1947. 


    N° cnd0752 - Periodo repubblicano (1912-1949)
    Legno, bambù - MISURE H. cm. 14.7. ø cm. 10.3.
  • Vaso smalti Cloisonné

    Vaso di ottone decorato a smalti cloisonné. Quella degli smalti cloisonnéè una delle voci più importanti dell'artigianato di lusso cinese, la cui tecnica fu importata dall’Occidente nel 14° secolo.
    La particolarità della tecnica del 'cloisonné' nasce dalla difficoltà di ottenere un attacco sicuro tra smalto e metallo. Si dovette ricorrere perciò alla tecnica di formare tante piccole celle che venivano riempite con lo smalto.
    Fatto l'oggetto di bronzo o di rame, vi si incollano sopra i fili di bronzo o rame o argento o oro, già in precedenza preparati nella forma della decorazione che si vuole ottenere. Poi vi si sparge sopra fine polvere d'argento e si riscalda l'oggetto. L'argento fonde e fa aderire i filamenti al supporto. A questo punto l'artista prende i vari colori e li colloca nelle rispettive cellette. I colori, sostanze vetrose ridotte in fine polvere e mescolate con acqua, vengono applicati col pennello. Riposto il pezzo nella stufa si fa liquefare il vetro. Questa operazione va ripetuta varie volte perché la pasta vetrosa si ritrae alla cottura.
    Nel Museo dal 1901.


    N° cnd1195 - Dinastia Qing Sec. XX
    Ottone, smalto - MISURE H. cm. 21. ø max. cm. 13.
  • Matrice Xilografica

    Matrice Xilografica che rappresenta la divinità taoista Yu Huangdi, il grande Reggitore dei Cieli: l'imperatore di giada.
    La xilografia è stata praticata in Europa solo nel XIV secolo, mentre in Cina era nota dal secolo VII. Non è improbabile che siano stati i sigilli a suggerire l'idea di intagliare clichés in legno. Sotto i Han invece i caratteri venivano incisi alla rovescia di modo che venivano riprodotti nel senso normale della lettura. Il carattere però era bianco su fondo rosso. Verso l'anno 500 i caratteri non venivano incisi ma eseguiti in rilievo in modo che riprodotti risultavano rossi in campo bianco... Il legno usato per fare i clichés era il giuggiolo e il pero: legni dunque molto duri che permettevano la riproduzione dei dettagli più fini.
    Nel Museo nel 1901-1947.


    N° cnd0538 - Periodo Repubblicano Sec. XX
    Legno - MISURE H. cm. 13.5. L. cm. 8.3.
  • I 18 Luohan attraversano il mare
  • Vaso con decorazioni applicate
  • Dipinto Studiolo
  • Corteo Nuziale
  • Mantellina da sposa
  • Arredo Domestico
  • Calzature femminili
  • Ornamento Nuziale
  • Spilloni per capelli
  • Strumento a fiato (suona)
  • Tavolette degli Antenati
  • Contenitore per sigillo e inchiostro
  • Pennello
  • Porta Pennelli
  • Vaso smalti Cloisonné
  • Matrice Xilografica


Museo d'Arte Cinese ed Etnografico
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43123 PARMA PR, ITALIA
Tel. 0521-257.337
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