Il museo nasce nel 1901 per opera di Mons. Guido M. Conforti, vescovo di Parma, folgorato dalla bellezza di alcuni oggetti di arte cinese che gli erano stati donati dal senatore Lampertico, a seguito dell'esposizione universale di Torino, del 1898. Per il Conforti, animato da una "passione universale", il museo doveva essere strumento per far conoscere originariamente la cultura della Cina.
Fino al 1954, i Saveriani operarono esclusivamente sul territorio cinese, raccogliendo ceramiche, bronzi, dipinti, oggestistica in avorio, legno, giada, collezione numismatica, e tutta una serie di materiale eterogeneo di carattere etnografico: stampe, scarpette, timbri, lavapennelli, monili, soprammobili, paraventi, oggeti di uso quotidiano.
Dal 1960, la collezione museale si arricchì di molteplici manufatti etnografici provenienti da altri paesi del mondo, dando così origine alla collezione africana prima, e dell'Amazzonia poi.
Un piccolo scrigno di tesori che mostra quanto diverso sia il pensiero e il modo di vivere sulla terra, valorizzando l'umanità nel suo essere ingegnosa ed artista.